C'è una casa fuori dal sistema solare ?

Il sistema solare, analizzato nello scorso articolo, quindi offre poche alternative interessanti; ma subito fuori cosa troviamo? C'è qualche bel posticino in cui possiamo andare?

Nella Via Lattea ci sono centinaia di miliardi di stelle con rispettivi sistema orbitali, e nell'universo ci sono circa 2000 miliardi di galassie, quindi abbiamo davvero l'imbarazzo della scelta. Dal 1995 i telescopi spaziali hanno scoperto migliaia di pianeti sparsi nell'universo, detti esopianeti, osservati mediante misurazioni  dei cali di intensità delle stelle al momento in cui tali pianeti transitavano davanti ad esse, eccone alcuni esempi:
51 PEGASI b: il primo esopianeta scoperto, uno dei suoi scopritori lo chiamò BELLEROFONTE (l'eroe che sconfisse la chimera), è grande quanto metà Giove, dista 50 anni luce da noi nella costellazione di Pegaso, ruota vicino alla sua stella e ha una temperatura superficiale di 5500°.
Il sistema stellare 55 CANCRI con la sua stella, simile al nostro sole, che si chiama COPERNICO e poi i 5 pianeti che ruotano attorno ad essa tra cui GALILEO, che è troppo vicino Copernico e quindi caldissimo, JANSSEN che è una super terra (grande 8 volte la nostra Terra) con una faccia freddissima e una calduccia, e HARRIOT che è ghiacciato.
COROT 7b: nella costellazione dell'unicorno, è talmente vicino alla sua stella da essere definito un pianeta in "dissipazione". In sostanza sta evaporando, sarebbe il posto giusto per finlandesi e appassionati di saune, ma solo per loro.


2 MASS J 2126-8140: è grande 13 volte più di Giove, che a sua volta è 11 volte più grande della Terra, e impiega 900000 anni per ruotare attorno al suo sole, che è talmente lontano da apparire, dalla superficie del pianeta, come una normale stella del cielo.
Il sistema stellare KEPLER 90 nella costellazione del dragone, con i suoi 8 pianeti è abbastanza simile al sistema solare ma tutti e 8 sono troppo vicini al loro sole e quindi troppo caldi.
MATUSALEMME: ruota attorno a due stelle esplose nella costellazione dello Scorpione, e manco a dirlo è vecchissimo: ha 13 miliardi di anni mentre la Terra ne ha solo 4,5 miliardi.
PROXIMA b: l'esopianeta a noi più vicino, poco più grande della Terra, ruota troppo vicino alla sua stella e da lei è abbrustolito nonché irradiato da enormi brillamenti di fasci di raggi X. In altre parole, il pianeta nemico di tutti i radiologi: lì avremmo radiografie quotidiane gratuite per tutti.
Il sistema TRAPPIST 1: costituito da una stella nana fredda attorno alla quale ruotano 7 pianeti, tutti piuttosto vicini tra loro (tutti a distanza minore del nostro Mercurio nei confronti del Sole), 3 dei quali rocciosi e con la possibilità di acqua in superficie. Sarebbe stupenda una gita fin lassù, da ogni pianeta si potrebbero vedere gli altri, come se nel cielo avessimo varie lune visibili anche in pieno giorno, e con un sole enorme ma non rovente come il nostro. Unico piccolo problema: 40 anni luce di distanza tra noi a loro.

Quindi in sostanza dei 120 esopianeti più studiati e delle migliaia di essi conosciuti, non abbiamo ancora trovato nulla di realmente allettante e interessante nel caso dovessimo spostarci dalla nostra piccola e maltrattata Terra. Perché, al di là del fatto che tutti questi luoghi sarebbero davvero poco ospitali, sono anche tutti dannatamente lontani. Facciamo alcuni esempi relativi ai volumi e alle distanze che ci facciano capire un po' di più come stanno davvero le cose:
- se la Terra fosse grande quanto una moneta da €0,20, la nostra Luna sarebbe un pallino con un diametro di 5 mm che ruota attorno a noi a 60 cm di distanza, e noi terrestri sulla nostra moneta saremmo a 23 m dal Sole, grande quanto un letto matrimoniale. Proseguendo poi il paragone, allora Marte sarebbe un altro pallino di 1 cm di diametro a 35 metri dal Sole, Giove invece una palla bella grande (diametro 40 cm) distante 120 m dal letto matrimoniale, con Nettuno grande come una boccia a 700 m e il sistema solare che finisce 25 km più in là.
- Sempre se la Terra fosse una moneta da €0,20, il sistema solare sarebbe grande come la città di Roma, tutta vuota e spianata con un letto matrimoniale nel Vaticano e attorno qualche pallino o pallone che gira spinto dal vento, e Proxima Centauri (la stella più vicina) sarebbe distante 6200 km, quindi più o meno come New York, e avrebbe la dimensione della ruota di una bicicletta da bambini. Nel mezzo tra loro, solo polvere e qualche granello di ghiaia qua e là.
- E ancora, se il sistema solare, che nel paragone di prima era grande come Roma, lo portassimo alla dimensione di una moneta da €0,20, Trappist 1c, il pianeta più vicino con qualche remota speranza di vivibilità, disterebbe 40 cm dalla nostra moneta, la Via Lattea sarebbe grande come un quartiere cittadino e Andromeda (la galassia a noi più vicina) sarebbe 25 km più in là, con un universo complessivo grande 460000 km, quindi più distante della reale distanza che c'è ora tra me che scrivo e la nostra Luna nel cielo.

Abbiamo più o meno compreso l'entità delle dimensioni di ciò che ci circonda, ma ora trasformiamole in tempi "umani". Quanto impiegheremmo a spostarci da un punto ad un altro?
- per arrivare sulla Luna l'Apollo 11 nel 1969 impiegò 76 ore, più un'altra giornata per effettuare lo sbarco vero proprio, consumando un quantitativo di carburante esorbitante. Le attuali tecnologie tendono a risparmiare combustibile ma impiegano più o meno lo stesso tempo, quindi 3-4 giorni.
- Marte dista da noi 225 milioni di chilometri, una sonda può raggiungere il pianeta in 150 giorni, un volo con equipaggio impiegherà 250-300 giorni. La nave spaziale Orion si sta preparando a partire con i suoi 6 austronauti, data di partenza prevista 2024, coronavirus permettendo.
- la distanza minima della Terra da Giove è di 600 milioni di chilometri, un aereo terrestre di linea impiegherebbe 60 anni per arrivare, un ipotetico equipaggio di astronauti con la loro nave spaziale del futuro impiegherà forse 1000 giorni, la prima sonda umana Pioneer 10 arrivò nei dintorni del pianeta nel 1972 e attualmente la sonda Juno sta studiando il pianeta, partì nel 2011 ed arrivò nel 2016.
- la mitica sonda Voyager 1, quella che trasporta un disco d'oro contenente immagini e suoni della Terra nella speranza di incontrare qualcuno che lo guardi o ascolti, partì il 5 settembre 1977. Oggi è l'oggetto artificiale umano più lontano dalla Terra a 22 miliardi di chilometri da noi, in quasi 43 anni ha viaggiato alla velocità di 60.000 km all'ora e ha raggiunto lo spazio interstellare ma impiegherà ancora 30.000 anni prima di uscire definitivamente dal sistema solare. Peccato che nel 2025 smetterà di funzionare.
- Proxima b, il pianeta conosciuto esterno al sistema solare ma più vicino a noi, dista più di 4 anni luce, con uno Shuttle impiegheremmo 163.000 soporiferi anni.
- per raggiungere la galassia di Andromeda, che è tra le più vicine, la luce del Sole impiega 2,5 milioni di anni. Per arrivare fin lassù, noi con le tecnologie attuali, impiegheremo più tempo dell'età della galassia stessa.

Il pensare a quanto è immenso tutto ciò che ci circonda e quante cose ci siano ancora da scoprire mette i brividi, spaventa ed entusiasma, ci fa comprendere quanto siano colossali le distanze che ci separano dagli altri oggetti celesti, e soprattutto quanto l'universo sia letteralmente pieno di vuoto.
Giriamo sospesi su sassolini che fluttuano in immensi spazi vuoti a loro volta attraversati da costanti onde di energia che non possiamo vedere, e mossi da forze immense di cui abbiamo malapena percezione.
E allora proviamo a fare ancora un gioco, ribaltiamo il punto di vista: dove siamo noi, terrestri sulla nostra Terra, se guardati da fuori, da lontanissimo, da qualche ragazzino alieno che si sta appassionando all'astronomia e con un telescopio alieno scruta il suo cielo alieno da chissà quanti anni luce di distanza?


Il sistema solare è su un braccio della VIA LATTEA, una galassia comune a forma di spirale che ruota attorno a un buco nero gigante. Insieme alla GALASSIA TRIANGOLO, alla galassia di ANDROMEDA e ad altre 70 galassie più piccoline (come le nubi di Magellano, ben visibili nel cielo notturno dell'emisfero australe terrestre) formiamo il GRUPPO LOCALE che, a sua volta, insieme ad altri gruppi di galassie, forma il SUPERCLUSTER DELLA VERGINE, che insieme ad altri cluster costituisce il SUPERAMMASSO LANIAKEA contenente 100000 galassie. Poi quest'ultimo si unisce ad altre cose enormi e forma il FILAMENTO DEI PESCI BALENA, che a sua volta fa parte della GRANDE MURAGLIA DI ERCOLE, grande 10 miliardi di anni luce, che costituisce circa un decimo delle dimensioni dell'universo conosciuto.

Quindi le possibilità sono davvero tantissime, ma facciamo una fatica incredibile a trovare qualcosa di interessante e vivibile attorno noi, perché è davvero incredibile ciò che SIAMO noi.
Il nostro pianeta è unico, è un oggetto raro è speciale, ne esiste uno solo come il nostro su milioni di miliardi di sassolini sparsi nel Cosmo.
La Terra con i suoi mari, fiumi e laghi che danno la vita e hanno generato la vita, un ciclo idrologico stabile, un'atmosfera che protegge dalle radiazioni cosmiche e detriti, una Luna che influenza le maree e il romanticismo dei fidanzati, una distanza giusta dalla sua stella (8 minuti/luce) che permette di avere la temperatura giusta, con una inclinazione particolare del suo asse che ci regala le stagioni, una rotazione non estrema che permette l'alternarsi di notte e giorno regolari, e un insieme di incredibili caratteristiche che la rendono viva, vitale, vivibile e unica.
Perché in mezzo a tutto il nulla cosmico e al poco materiale celeste, siamo nati noi, terrestri e poi umani. Ma prima terrestri!
Esistiamo solo perché abbiamo avuto una fortuna sfacciata, la nostra anima che vagava nel creato tra miliardi di milioni di anni luce di freddo, buio, tempeste, fuoco, radiazioni, collassi gravitazionali e materia oscura, ha deciso di fermarsi proprio qui ed ora, dentro un corpo nato sulla Terra. E proprio noi, terrestri, non ce ne rendiamo conto.
Negli ultimi decenni il clima si è scaldato più velocemente che nei due millenni precedenti, ne troviamo le prove nelle calotte polari, nei sedimenti oceanici e negli anelli dei tronchi degli alberi. Il pianeta si sta riscaldando 10 volte più rapidamente di quanto si pensasse, soprattutto a causa delle attività umane. Il ghiaccio marino si sta sciogliendo, gli oceani si stanno acidificando, i Paesi stanno vivendo eventi meteorologici di intensità e frequenza non abituale, e l'Amazzonia muore, le specie si estinguono a velocità mai registrate prima, l'acqua dolce diminuisce, i deserti avanzano.
L'antropocene sta distruggendo tutto ciò che l'evoluzione naturale ha creato in milione di anni, nel luogo più magico che esiste nell'universo. La Terra non ha eguali, è stupefacente, è l'unico luogo in cui possiamo respirare, bere acqua, vivere, ridere e prosperare, e la stiamo distruggendo. Stiamo facendo ciò che ha fatto il 90% delle specie viventi che sono esistite prima di noi: ci stiamo estinguendo, e lo facciamo con le nostre stesse mani. Siamo riusciti in pochissimi anni a cambiare il clima di un intero pianeta, se vogliamo avere un futuro dobbiamo fare un passo indietro e aprire bene gli occhi per capire l'incredibile è unica realtà in cui viviamo, e quanto dobbiamo esserne responsabili.
Il lungo elenco che ho fatto sui possibili oggetti che possiamo incontrare nell'universo ha come unico scopo illustrare ciò che millenni di studi di astronomia hanno già più volte ribadito: siamo incredibilmente fortunati.

 


Siamo fatti di polveri e gas soffiati nello spazio dall'esplosione di antichi soli, siamo polvere di stelle che tra tutte le possibili combinazioni di cose a cui poteva dare forma, ha creato esattamente noi.
Siamo uno dei modi attraverso cui l'Universo ha conosciuto se stesso.


Esistiamo per pura coincidenza, non sprechiamo la nostra incredibile opportunità.