Cowboy e astronauti a spasso per l'antropocene

Tra il 1950 e il 2020 la popolazione globale è triplicata, il PIL mondiale è cresciuto 7 volte, il consumo di acqua è triplicato, l'uso di energia è quadruplicato, l'impiego di fertilizzanti è decuplicato.

"Nel tempo di una sola vita, l'umanità è diventata una forza geologica su scala planetaria, di conseguenza ha una nuova responsabilità nei confronti del pianeta" Will Steffen.

Gli ultimi 12.000 anni di vita della Terra sono definiti olocene.
A inizio di questa era geologica fu inventata l'agricoltura, combinazione in contemporanea in tutti i continenti, in regioni lontane tra loro e sparse per il pianeta. Ma perché proprio in quel momento? Per una nuova, e mai avvenuta prima, condizione di stabilità climatica.
L'uomo, che fino a poco prima era semplicemente un cacciatore-raccoglitore, si accorse della stabilizzazione del clima, con stagioni diventate prevedibili e piogge regolari, così inizio a stabilizzarsi e nacquero le grandi civiltà: nella valle dell'Indo, in Cina, in America con i Maya, Greci e Romani in Europa, dopo 300.000 anni di vita  sul pianeta per la prima volta nella storia l'uomo iniziò a prosperare e moltiplicarsi.
Alcuni scienziati dicono che l'olocene sia stato favorito dall'orbita particolarmente favorevole della Terra nei confronti del sole, non era così da 400.000 anni, e saremmo potuti restare felici e tranquilli ancora almeno 50.000 anni.
Però l'uomo, sempre più ricco e prospero, sempre più numeroso, ha iniziato a fare il furbo, a inquinare, distruggere, bruciare, costruire, modificare, alterare, e così abbiamo dato un colpo di ghigliottina al volto felice della nostra terra prospera e accogliente, e abbiamo dato inizio alla nuova epoca: l'antropocene, prima era geologica modellata dall'attività umana.

E quando è iniziato l'antropocene?
È iniziato con i cowboy.
I cowboy erano cavalcatori instancabili, sempre a correre sui loro destrieri in pianure sterminate, verso la fine del panorama, verso l'orizzonte sempre più lontano, senza mai fermarsi. Ed erano grandi romantici, prendevano tutto quello che volevano, soldi donne fucili, grandi amatori, grandi bevitori, sempre alla conquista di qualcosa di nuovo, ma anche violenti, se qualcuno li faceva arrabbiare BANG un colpo di doppietta in mezzo alla fronte e via, partiti per nuove avventure.
Il mondo è stato così per moltissimi anni, rivoluzioni, guerre, film, libri, avventure e scoperte scientifiche, tutte finalizzate solo al progresso, alla conquista, senza mai pensare alle conseguenze. Siamo riusciti a inventare la bomba atomica ragazzi, siamo arrivati a un pelo dal distruggere il mondo intero schiacciando qualche bottone rosso... ma è evidente che il futuro non possa essere questo.

Il futuro è un'astronave, noi uomini non possiamo più permetterci di essere cowboy, dobbiamo diventare astronauti. Ma non per andare a conquistare lo spazio (c'è davvero poco da conquistare purtroppo, ed è tutto troppo lontano) dobbiamo vedere la nostra Terra come una navicella spaziale: la disponibilità di qualsiasi cosa ha un limite, sia la capacità di uso delle risorse, sia la capacità di produrre rifiuti, e tutto deve essere rigenerabile, riciclabile, dobbiamo consumare poca energia.
Dobbiamo pensare di essere chiusi dentro la nostra gabbia, lussuosa, tecnologica e nemmeno troppo stretta, ma assolutamente non infinita. La nostra navicella è tutto ciò che ci dà la vita, da essa prendiamo tutto e dentro essa mettiamo i nostri scarti, che quindi devono essere pochi ed essenziali. C'è la corrente elettrica che arriva dai pannelli fotovoltaici, ma non possiamo usarne troppa perchè quando arriveremo in zone buie saremo senza; beviamo e mangiamo buon cibo, ma non dobbiamo esagerare. Per un astronauta non c'è nulla di male nel riciclare e filtrare le proprie feci e urine per produrre acqua e fertilizzanti, acqua magari anche da bere, dopo tutto c'è solo quella.
La navicella spaziale per l'astronauta è tutto, deve essere bravo a custodirla nel modo giusto e continuare a farla viaggiare.

Quindi non è più il tempo dei cowboy, siamo astronauti oramai!
E se ci pensate i cowboy erano di gran figaccioni, con donne, cavalli e praterie, ma sporchi e incivili, spesso alcolizzati; un astronauta magari non è un tipo tanto allegro, sempre richiuso a leggere e studiare, ma arriva a vedere la luna, e i pianeti e il sole e le stelle da vicino, altroché praterie! ;)

Quindi dobbiamo riuscire a prosperare in equilibrio, che come tutte le cose non è una invenzione nuova e rivoluzionaria, è una cosa che ci insegnavano già gli antichi: "pan metron ariston" dicevano i greci nel IV secolo a.C., tutte le cose nella giusta misura sono migliori.
O senza andare troppo lontano nel tempo, il "buen vivir" dei popoli delle Ande, che esalta la pienezza della vita in comunione con gli altri e con la natura - il concetto di buen vivir è nella costituzione di Ecuador e Bolivia: "la natura ha diritto di esistere, perdurare, mantenersi e rigenerare".
Poi c'è lo yin-yang del Taoismo, il takarangi Maori, il nodo senza fine del buddismo, la doppia spirale celtica, il nostro simbolo dell'infinito. La prosperità in equilibrio è possibile ed è sempre stata conosciuta.
Quindi si può fare, e non è un'invenzione nuova.
Torniamo alla ciambella, lo spazio economico in cui possiamo soddisfare i bisogni di tutti senza nuocere al pianeta; siamo la prima generazione nella storia a capire che stiamo mettendo a rischio la capacità della Terra di sostenere lo sviluppo umano, è una nostra grande responsabilità. Dobbiamo stare nella ciambella da entrambi i lati, tra il tetto ambientale e la base sociale, ma ad oggi stiamo fallendo su tutti i fronti.

Problemi verso il basso, sociali: una persona su 9 è malnutrita, uno su tre non ha accesso ai servizi igienici, 1 su 11 non ha acqua potabile sicura. Se io ho 100 amici qua Torino e viviamo felici e contenti tra tutti i nostri agi, ebbene posso pensare che esistano esattamente nello stesso momento in qualche altra parte del mondo 10 ragazzi esattamente come noi, stessa faccia, stessa età, stessa risata, che non hanno da bere, o da mangiare. Non è agghiacciante?
Un ragazzo su 6 tra i 12 e i 15 anni non va a scuola, il 50% della popolazione mondiale vive in paesi dove non può avere voce politica, il 40% della popolazione vive con forte disuguaglianza tra i sessi.

Poi ci sono i problemi verso l'alto della ciambella, i problemi ambientali:  la concentrazione di anidride carbonica massima per non avere eccessivo riscaldamento è quantificata sui 350 ppm, siamo a 400 ppm ed è in crescita, usiamo il doppio dei fertilizzanti rispetto al livello di sicurezza causando la morte di milioni di ecosistemi acquatici, il terreno che dovrebbe essere forestale ad oggi solo nel suo 60% lo è realmente, il resto è stato distrutto o deforestato; le estinzioni di specie viaggiano a velocità 10 volte superiore rispetto alla norma, dal 1970 il numero di mammiferi, pesci, uccelli, rettili si è dimezzato (WWF "living planet report" 2014 ).

 


Quindi ci sono davvero un sacco di problemi, ma ce la possiamo fare.
Ecco cinque possibili soluzioni e suggerimenti per guardare la ciambella (e la situazione attuale) della prospettiva giusta:
1- stabilizzare la popolazione umana: dal 1971 il tasso di crescita è diminuito, non a causa di carestie e guerre ma grazie ai successi della tecnologia: maggior istruzione, migliore sanità, aumentato benessere; nelle popolazioni povere questo mix di fattori ha ridotto la natalità.
2- il 30-50% del cibo raccolto viene sprecato! Il cibo c'è, ma non lo usiamo bene, se riduciamo gli sprechi riduciamo la fame.
3- dal 2009 oltre il 50% delle persone vivono in città, con enorme influenza di pubblicità e mass media; "viviamo persuasi a spendere soldi che non abbiamo per comprare cose di cui non abbiamo bisogno per fare colpo su persone che non ci interessano" Tim Jackson. Blocchiamo il consumismo e gli sprechi!
4- il 60% dell'area che si prevede sarà urbanizzata nel 2060 deve ancora essere costruito, costruiamolo bene, abbiamo mezzi e tecnologie per farlo.
5- i governi devono intervenire con leggi a tutela ambientale, molte volte storceremo il naso perchè leggi e decreti ci daranno fastidio, limiteranno il lusso delle nostre vite, ma dobbiamo accettarli, e dobbiamo far sentire la nostra voce; se in tanti chiediamo la stessa cosa, i governatori (che cercano sempre e solo consenso) tenderanno a realizzarla.


 

Ce la possiamo fare, siamo in tempo, serve l'impegno di tutti, bisogna crederci. Viviamo nel periodo più ricco, con più benessere, con maggiore aspettativa di vita di sempre. Ci sono molti ostacoli ma si possono superare, abbiamo affrontato guerre, carestie, pestilenze, ma ne siamo sempre usciti più forti. Bisogna lavorare insieme e ognuno deve fare il suo, possiamo ottenere grandi risultati e preservare questo nostro piccolo granello di universo che ci è stato donato ed è il nostro paradiso, e per il quale dobbiamo sempre ringraziare.