Donne e acqua

L'acqua è la nostra fonte di vita e la sua importanza e il suo stato di salute si riflettono in tutti gli ambiti della nostra quotidianità, oggi prendiamo un esempio: le donne e l'acqua.

I diritti delle donne vengono raggruppati in tre macro aree: la libertà da ogni forma di violenza, ed è purtroppo calcolato che nel nostro paese lo scorso anno è stata uccisa circa una donna ogni tre giorni, la libertà di controllare liberamente il proprio corpo e quindi libertà di scelte sessuali e riproduttive, il diritto di avere parità in ambito economico e politico.

Al mondo ci sono più di 2 miliardi di persone che vivono nelle regioni caratterizzate da forte stress idrico e le Nazioni Unite hanno stimato che entro il 2040 uno su quattro dei bambini al di sotto di 18 anni, circa 600 milioni, vivrà in aree caratterizzate da stress idrico. Senza l'acqua non si può stare, perciò dove scarseggia l'unica possibilità è organizzarsi per andare verso la fonte d'acqua più vicina e fare scorta. Indovinate un po' chi di solito viene mandato ad assolvere questo compito? Proprio le donne.


Le donne e le ragazze sono di solito incaricate di andare a prendere l'acqua per le loro famiglie, nei paesi africani la percentuale che questo avvenga è di 5 volte più alta rispetto agli uomini. Quindi queste donne devono fare molti km al giorno per raccogliere l'acqua e trasportare anche 20 litri di acqua per viaggio. Questi pesi trasportati ogni giorno possono produrre vere e proprie deformazioni pelviche, che di conseguenza possono causare problemi durante il parto.



Parto che avviene normalmente in condizioni di scarsità idrica, quindi sta a noi immaginare tutte la somma di difficoltà risultanti.
E a tutto questo dobbiamo sommare anche le difficoltà del viaggio, queste donne per la maggior parte delle volte sono giovani o magari bambine, sempre disarmate e raramente accompagnate, facile preda per chiunque, belva feroce o malintenzionato.

E 20 litri se ci pensate non sono poi così tanti, se con quei 20 litri bisogna dare da vivere a 4-5 persone, lavare la casa, le stoviglie, abiti e lenzuola. Procacciarsi l'acqua diventa per molte delle donne del mondo un lavoro non retribuito full-time, e di conseguenza il tempo per andare a scuola svanisce. È stato calcolato che in 25 Paesi dell'Africa subsahariana le donne spendono l'equivalente di 16 milioni di ore al giorno per raccogliere l'acqua.

Con una riduzione minima del tempo dedicato alla raccolta d'acqua quotidiana (anche solo 15 minuti) aumenta la proporzione di ragazze che frequentano la scuola dell' 8-12%.
È quindi ben chiaro come la raccolta dell'acqua diventi facilmente un importante problema sociale ed influisca in modo enorme sulla parità culturale tra i sessi.

Per non parlare poi del problema dei bagni. Se un maschietto deve fare pipì in qualunque parte del mondo, gira la schiena, si mette anche non troppo in disparte, tira fuori ciò che è suo e risolve il problema.
Per una donna il gioco non è altrettanto facile. La mia amica Elena un giorno era in Africa e doveva fare pipì, chiese delucidazioni su dove fosse un bagno e le venne risposto "vai là a farla dietro la mucca". Tra l'altro Elena è proprio la persona che mi ha dato il testo da cui viene tratto ampiamente questo articolo, e la ringraziamo. Ebbene Elena quel giorno fu in grande difficoltà ed imbarazzo, immaginiamo che ora questo avvenga quotidianamente per tutte le donne e ragazze che vivono in quelle zone, in particolare magari ragazzine nel pieno della pubertà che decidono di abbandonare la scuola proprio perché non esistono servizi igienici separati.
Il problema è diffuso, molte donne vivono enormi disagi nel non potersi lavare le mani o smaltire assorbenti igienici, e molte si trovano a dover utilizzare i bagni soltanto di notte perché non esiste un posto sicuro o privato da usare. E tutto questo aumenta drasticamente il rischio di aggressione, molestie sessuali e attacchi di animali.

Quindi la questione idrica in molte zone del mondo è di importanza fondamentale, non solo per la sicurezza e l'incolumità delle persone ma anche per quello che riguarda la possibilità di raggiungere la parità di genere. L'acqua è un elemento fondamentale per tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile che si devono raggiungere entro il 2030.
Le donne devono essere coinvolte nel processo decisionale, nella progettazione e realizzazione di progetti che potenzialmente influenzano i loro diritti. In Africa le donne che abbandonano presto la scuola lo fanno principalmente per dedicarsi alla casa e ai figli, l'Africa in questi anni ha visto raddoppiare la sua popolazione con gravi disordini sociali ambientali. E queste stime sono destinate ad aumentare.
È ridicolo e terribile che le donne nel 2018 smettano di andare a scuola perché non c'è un bagno, è una questione di pari opportunità e sostenibilità allo stesso tempo.

Migliorare i servizi idrici deve essere uno degli obiettivi principali dell'economia del mondo,  e può essere visto anche  come  un'occasione per sviluppare l'imprenditoria femminile. Dopotutto chi può essere più esperto nell'utilizzo dell'acqua se non proprio la persona che ogni giorno dedica ore ad andare a prenderla, e la usa in tutte le sue mansioni domestiche?

I cambiamenti climatici complicheranno ulteriormente questa condizione che già oggi non è in stato di equilibrio, avremo sempre meno acqua ed essa sarà sempre più preziosa, dobbiamo essere pronti ad affrontare il problema, dobbiamo dedicare energie e risorse nel tentare di risolverlo.