E' ora di atterrare

Nessun paese ha mai messo fine alla miseria grazie ad un economia di crescita né, grazie ad essa, ha mai messo fine al degrado ambientale.

Se chiediamo a qualunque economo esperto illustrissimo di rappresentare con uno degli amati grafici l'andamento a lungo termine della crescita economica, costui disegnerebbe una linea curva che sale all'infinito (conosciuta come curva esponenziale della crescita) in cui il PIL cresce periodicamente nel tempo a percentuale più o meno variabile. E lo stesso esperto illustrissimo lascerebbe sempre e in ogni caso l'estremità in salita di questo grafico sospesa a mezz'aria, ad indicare la possibile crescita come infinita in un tempo infinito.
Abbandonato l'esperto illustrissimo, andiamo poi a far vedere il medesimo grafico ad un bambino di 5 anni, sostituendo semplicemente la parola PIL con "gelato" e spiegandogli che ora lui è piccolo, con la pancia piccola e può mangiare poco, ma più diventa grande più ne mangerà in quantità sempre maggiori. Il bimbo di 5 anni allora impiegherà circa 4 secondi a chiederti: "E poi? Il gelato mi piace tantissimo, ma se continuo a mangiarne sempre di più, scoppio!"
Bimbo di 5 anni batte esperto illustrissimo 3-0.

La crescita infinita è impossibile, tutti lo hanno sempre saputo, a tutti è stato da sempre evidente, ma tutti (in particolare economisti, imprenditori, politici) hanno poi deciso di chiudere gli occhi e accettarla così come descritta, quasi come un dogma religioso.
Se un oggetto ha un tasso di crescita annuo del 10%, raddoppia le sue dimensioni in 7 anni, con un tasso di crescita del 3% (che visto così sembra davvero pochino) le raddoppia in 23 anni, e se ci pensiamo bene non sono molti.
Tutto ciò che cresce deve per forza arrivare ad un limite, addirittura l'universo si pensa che arriverà ad espandersi tantissimo (ma non all'infinito) e prima o poi inizierà un enorme movimento di contrazione.
E allora lasciamo perdere l'economista illustrissimo e andiamo a fare due chiacchiere con lo scienziato moderato: come ci rappresenta la crescita?
Con una curva ad S che dopo un lento periodo di "ingranamento", ha un momento abbastanza rapido di crescita e poi raggiunge un pianoro di stabilità nel tempo.

Ma il nostro amato/odiato PIL, raggiunto il suo livello massimo, può rimanere stabile come sostiene il disegno ad S dello scienziato moderato, oppure può anche iniziare a scendere?
Mamma Natura ci dà alcuni esempi rassicuranti a tal proposito: i piedi di un bambino crescono per i primi 15-18 anni di vita, poi rimangono stabili e funzionanti in modo quasi sempre perfetto per gli 80 anni successivi, e non inizieranno ad accorciarsi con il passare dell'età. La foresta pluviale amazzonica prospera da 50 milioni di anni (anche se ora la stiamo mettendo a dura prova), gli squali sono rimasti più o meno identici da 400 milioni di anni, io sono qui che scrivo da 20 minuti pieni e non mi sono ancora esaurito.


Quindi possiamo essere positivi, le cose che funzionano bene possono durare davvero a lungo, soprattutto se pensiamo al fatto che la vita sulla Terra potenzialmente può continuare altri 5 miliardi di anni prima che il sole diventi una gigante rossa capace di inglobare Mercurio e Venere e di abbrustolire la superficie del nostro pianeta.

A che punto siamo arrivati nella curva di crescita? Il PIL mondiale è cresciuto 5 volte dagli anni cinquanta e probabilmente crescerà del 3-4% nel prossimo futuro, con grandi differenze tra le nazioni: Francia, Giappone, nazioni ricche e anziane cresceranno di uno 0,2% annuo, mentre Cambogia, Etiopia e tutte le nazioni a basso reddito, avranno una crescita potenzialmente del 7- 10% annuo. La parte più povera del mondo sta vivendo il centro della curva, l'Europa potrebbe essere arrivata al suo apice. Servirebbero le risorse di 4 pianeti Terra perché tutti nel mondo possano vivere come si vive in Svezia, Canada e Stati Uniti; 5 pianeti per vivere come si vive in Australia o Kuwait.

Sono sufficienti questi dati a farci capire chiaramente che i paesi ricchi devono accettare che la crescita del loro PIL si deve per forza interrompere? No. È una domanda troppo antipatica. "È difficile far capire qualcosa a qualcuno quando il suo stipendio dipende dal fatto che non capisca" Upton Sinclair.
L'unica soluzione economica possibile per il futuro è diventare agnostici nei confronti della crescita: progettare un'economia che promuova la prosperità umana indipendentemente dall'andamento del PIL, che esso scenda, salga o rimanga invariato.
Affinché l'umanità possa sopravvivere, nei paesi ad alto reddito qualsiasi ulteriore crescita del PIL dovrà essere accompagnata da una NON-crescita dell'uso di risorse (in economia questo fenomeno si chiama "disaccoppiamento assoluto").
Ad esempio tra il 2000 e il 2013 il PIL della Germania è cresciuto del 16% mentre le sue emissioni di CO2 legate ai consumi sono diminuite del 12%, in Gran Bretagna il PIL è cresciuto del 27% con una riduzione delle emissioni del 9%, negli Stati Uniti è cresciuto del 28% con riduzione delle emissioni del 6%.


Se questi dati sono veritieri, ed è molto complesso riuscire a definirlo, abbiamo una notevole rottura rispetto al passato ma ancora insufficiente per permetterci un prosperoso futuro. I climatologi ci dicono che le emissioni dei paesi ad alto reddito devono ridursi dell'8-10% annuo, mentre ad oggi stanno diminuendo del 1-2%.
Quindi cosa può essere fatto affinché il disaccoppiamento assoluto sia compatibile con un PIL in crescita?
1- passare da combustibili fossili a fonti rinnovabili (energia eolica, solare, idrica)
2- creare una economia circolare (vedi articolo “l’economia da bruco a farfalla”)
3- ampliare a dismisura l'economia immateriale dei prodotti e servizi digitali.
Tutto questo è possibile e  soprattutto attuabile in breve tempo, tenendo conto dell'enorme fretta che abbiamo nei confronti del mostro-riscaldamento-globale che avanza a passi rapidi e inesorabili?
"Non lo so, non lo sa nessuno, ma dobbiamo dire che è possibile se vogliamo che tutti si impegnino" - confidenza fatta da un consigliere anziano dell'ONU a Kate Raworth, autrice de "l'economia della ciambella", testo dal quale è tratto il contenuto di questo articolo. Esiste una grande fetta di studiosi che sono pronti a dichiarare che la crescita verde nei paesi ad alto reddito sia irrealizzabile. Non è tecnicamente impossibile, ma è ormai troppo tardi per affidarsi alla convinzione che succederà.

Non è più il tempo di associare la crescita al PIL, basta! Nessuno è in grado di sapere cosa farà il PIL nel futuro, nessuno prevede con esattezza se aumenterà o diminuirà, e tutti devono accettare questa nuova condizione di ignoranza. Dobbiamo, noi paesi ad alto reddito, perseguire uniti il complesso obiettivo di creare economie rigenerative e distributive che coinvolgono famiglie, mercato, beni comuni e stato, trasformando molti settori, riducendo la potenza delle industrie mineraria, petrolifera e del gas, cambiando la produzione industriale del cibo, la demolizione e le discariche, la finanza speculativa, il tutto compensato da una rapida espansione degli investimenti in energie rinnovabili, trasporti pubblici, ammodernamento degli edifici, produzione circolare basata su beni comuni.


Siamo decollati tanti anni fa nel nostro viaggio di crescita, siamo sempre stati tranquilli passeggeri, comodamente seduti leggendo quotidiani abbiamo fatto un sacco di strada, c'è stata qualche perturbazione ma le hostess ci hanno coccolato e rassicurato, nel complesso il volo è andato alla grande. Ora dobbiamo prepararci ad atterrare, è ora di scendere eleganti e ben vestiti dal nostro aereo.
Cambiamoci, indossiamo abiti sportivi, da oggi tutto si deve enormemente semplificare, il nostro viaggio prosegue in windsurf.
Noi surfer dovremo essere capaci di fare continui aggiustamenti di rotta, piegando, inclinando e ruotando il corpo, dovremo cavalcare un mare che molte volte sarà impetuoso e ci farà paura, ma potremo fare ancora tantissima strada. Scorrendo sulle onde, guidati dal vento, affideremo la nostra vita alla natura e con la nostra abilità nel manovrare la vela arriveremo, magari stanchi e un po' provati, a destinazione.
E quale sarà questa destinazione? Lo scopriremo insieme.
Come sarà il viaggio?
Non ne abbiamo idea, sappiamo solo che avverrà tra cielo e mare.