Mamma Terra ci sta avvisando

"Non si cambiano le cose combattendo la realtà esistente, per cambiare bisogna costruire un nuovo modello che renda obsoleto quello attuale", Buckminster Fuller, architetto e inventore del 1900.

Noi siamo cresciuti con il mito della crescita costante, crescita infinita del PIL con grafici fatti da una freccia che indica su, in alto a destra, sempre più su. Tutti sapevano che questo sarebbe stato impossibile, nulla cresce all'infinito, nulla è eterno, prima o poi qualcosa sarebbe dovuto cambiare. Ora siamo arrivati al "prima o poi", questo modello di crescita non è più compatibile con la prosperità e il benessere su questo pianeta, e ne vediamo esempi e segnali ogni giorno, dagli infernali incendi australiani, ai 20 ° di febbraio ai poli, dalle stagioni secche che in realtà sono piovose in Nepal, alla desertificazione del sud Italia.

La ricerca di una crescita costante negli anni passati però ha dato molto frutti, non tutti negativi, anzi!
Per esempio, un bambino nato nel 1950 aveva una aspettativa di vita di circa 48 anni, oggi 71. Dal 1990 il numero delle persone che vivono con meno di 2 dollari al giorno si è dimezzato, 2 miliardi di persone hanno ottenuto acqua potabile, la popolazione mondiale è cresciuta del 40%.

MA
nel frattempo una persona su 9 non ha cibo sufficiente, 2 miliardi di persone vivono con meno di 3 dollari al giorno, nel 2015 6 milioni di bambini sono morti sotto ai 5 anni di età, l' 1% delle persone del mondo ha più soldi del 99% di tutti gli altri.

IN PIÙ
il 2019 è stato l'anno più caldo da quando si misurano le temperature come facciamo ai nostri giorni, quindi dal 1880; la temperatura si alza sempre di più, negli ultimi 20 anni è salita di 1,2°C di media, nel 2025 due persone su tre vivranno in condizioni di scarsità di acqua, l'80% delle zone di pesca sono sfruttate oltre i limiti, ogni minuto viene scaricata in mare tanta plastica quanto un camion della nettezza urbana; e la popolazione mondiale arriverà a 10 miliardi entro il 2050, con una classe media (persone che spendono 10-100 dollari al giorno)  che passerà da 2 a 5 miliardi entro il 2030, soprattutto in Asia, con un aumento drastico della domanda di materiali da costruzione e prodotti di consumo.

Qualcosa non è andato per il verso giusto, qualcosa non ha funzionato.
Se tutto rimane così arriveremo ad un collasso dei nostri sistemi, ad una rivoluzione climatica che ci espellerà.
Ogni tanto ho questa immagine in testa: virus o batteri che attaccano e tentano di colonizzare un corpo umano. Iniziano pochi, piano piano, poi si espandono, prima lenti e poi più veloci, sempre di più, aumentano in numero e forza, ci infettano, inizia la condizione di patologia. Allora il corpo reagisce, aumenta la temperatura e ci viene la febbre, nel mentre si è attivato il sistema immunitario, intervengono linfociti, monociti, macrofagi, anticorpi, spazzano via i virus e batteri e tutto torna alla normalità, in poco tempo.
E se la Terra fosse un gigantesco corpo umano assalito da 9 miliardi di uomini-batteri? E invece di un sistema immunitario con linfociti e macrofagi ci fossero uragani, siccità, maremoti, tornadi? Io lo immagino abbastanza bene.
Siamo una infezione enorme, e la nostra Terra ha iniziato a volerci espellere.

Però è la nostra mamma Terra, colei ci ha generati e fatti nascere, ci ha nutriti e ha permesso la nostra crescita/evoluzione, quindi è cara e ci vuole bene. Forse.
Forse si è affezionata anche un pochino a noi, orrendi e patologici microrganismi, e quindi per ora ci sta dando avvisi.
"Ragazzi se non vi calmate, se non fate qualcosa e non mettete la testa a posto, qui finisce male.
Non tanto per me, faccio qualche giorno di febbre e via, quanto per voi..."
Secondo il calendario geologico, se l'età della Terra equivalesse ad un anno, noi omini confusionari saremmo qui dalle 23:56 del 31 dicembre. Due o tre secoli di caldo torrido, sufficienti a metterci in enorme difficoltà o magari anche ad estinguerci, equivarrebbero per lei a nemmeno una nottata di febbre alta.

Quindi questa ricerca di crescita costante del PIL, che negli ultimi decenni abbiamo costantemente inseguito, non è stata poi una così grande genialata e forse ha fatto più danni che altro.
Come diceva l'architetto-inventore con cui ho iniziato questo testo "per cambiare, bisogna costruire un nuovo modello".
E su questo, esiste una persona che ci sta lavorando già da un po', Kate Raworth, autrice de "l'economia della ciambella".
E cosa c'entra una ciambella con tutto questo, cos'è per l'autrice La ciambella?
È la rappresentazione della soluzione economica a tutti i nostri problemi.
La Raworth si pose una domanda: quali sono gli obiettivi a lungo termine dell'umanità?

1- non distruggere l'ambiente
2- non eccedere con le privazioni per l'umanità.

 


La popolazione del mondo e le società attuali devono stare tra questi due eccessi, nello spazio in cui possiamo soddisfare i bisogni di tutti rispettando i limiti del pianeta.
Ed ecco che si crea... la ciambella ;)
Che è quindi uno spazio astratto posto tra due cerchi concentrici, tra la linea della base sociale, sotto la quale si va incontro a degrado della società, e la linea del tetto ecologico, oltre il quale si distrugge la nostra amata Madre Terra.
E come facciamo a stare lì dentro? Ne parliamo nei prossimi articoli.