PIL e ciambelle

Nell'antica Grecia Senofonte inventò la parola economia, che significa "arte della gestione domestica", poi venne Aristotele e, tra quelle 2 o 3 cosucce che ha scritto, distinse l'economia dalla crematistica, ossia "l'arte di acquisire ricchezza".
Nel 1700 iniziarono a parlare di economia come "scienza delle politiche domestiche" (James Stuart, Scozia); nel 1900 l'economia divenne lo "studio di come la società gestisce le sue scarse risorse" (Lionel Robbins, Inghilterra).
Poi comparve l'idea di utilità, ossia "la soddisfazione di una persona ottenuta dal consumo di un bene", e come si misura? Con il prezzo che una persona è disposto a pagare per un servizio o prodotto.
Ma un consumatore preferisce sempre consumare di più che meno, e quindi si arriva facilmente alla conclusione che un continuo aumento dei consumi sia sinonimo di soddisfazione e felicità, quindi come misuro la felicità? Con l'aumento dei consumi! E come misuro i consumi? Con il PIL.


E con questa rapidissima e sgangherata storia dell'economia arriviamo a queste magiche tre lettere: PIL.
PIL, che suono meraviglioso, una sola sillaba così carina, PIL-PIL-PIL, sembra un campanello che ti sveglia e ti rallegra, con il PIL sarai felice, con il PIL risolvi tutti i problemi sociali economici e politici, tutto risolto con la crescita del PIL!
Ma ne siamo così sicuri?

Esiste un animale che si chiama cuculo, un uccello furbissimo che invece che crescere i propri pulcini va nel nido degli altri e depone lì le sue uova, così poi da essere libero di andare in giro a far festa. Gli altri genitori-uccelli sono un po' rimbambiti e non si accorgono di nulla, felici e contenti covano tutte le uova del nido, poi un bel giorno il pulcino del cuculo nasce un po' prima degli altri, butta fuori dal nido le altre uova, imita un pianto simile a quello degli altri pulcini, e così i genitori citrulli dicono "Oh che bello, è tutto papà!" e lo sfamano per bene e lui cresce, diventa un ciccione enorme e occupa tutto il nido.
Fine della storiella.

Il PIL è il cuculo dell'economia, è la fissazione della crescita che è arrivata nel nido e ha preso il posto di ogni altro obiettivo.
Ma perché è successo?
Perché nella seconda parte del Novecento l'idea di crescita costante piace un sacco, "avanti e verso l'alto" è sinonimo di progresso. Nei disegni dell'evoluzione i nostri avi erano rappresentati come scimmie a quattro zampe, poi hanno iniziato ad alzarsi, a stare su due gambe, l'homo Erectus è in piedi, ma il Sapiens oltre a essere in piedi fa un passo in avanti, ed è sempre rappresentato così: che cammina, in avanzata, in progresso.
Nel nostro gergo quotidiano ancora oggi tante volte usiamo frasette come "lo vedo giù, ha raggiunto il punto più basso di sempre" oppure "oggi è il top, quella tipa è davvero una cima", questa idea di crescita piace un sacco a tutti!
Ma non è sempre stato così, un tempo i nostri nonni, che avevano visto in modo più o meno diretto le fatiche della vita umile e contadina, ci insegnavano "ringrazia per quello che hai, sii felice quando stai bene e quando hai da mangiare, dì una preghiera a Dio e vai a dormire sereno, non disturbare gli altri e accontentati".
Invece oggi, e già da qualche anno, le pubblicità ci bombardano costantemente, giorno e notte, con ogni mezzo disponibile, con motti come "nulla è impossibile, il mondo ai tuoi piedi, corri e conquista, non fermarti mai", anche i cartoni della Disney dicono "verso l'infinito e oltre".
Caspita che differenza di visione di vita, in poco più di 50 anni. E poi ci stupiamo del fatto che un tempo erano poveri e sereni, e ora siamo ricchi ma stressati e con quanti problemi...

Ebbene, la crescita costante e perenne non è fondamentale. Si può vivere e prosperare, stare bene e andare a dormire senza rimorsi, anche quando la tua vita non ha portato crescita. Per crescere, nel nostro momento sociale e nel periodo storico che stiamo vivendo, dobbiamo fare un bel passo indietro. John Ruskin nel 1860 disse "il paese più ricco è quello che cresce il maggior numero di esseri umani nobili e felici", da questa frase e da molte delle teorie di Ruskin, un omino umile e geniale a inizio 1900 diede il via ad una rivoluzione che portò a uno stravolgimento importante in India: lo chiamavano mahatma, grande anima, Gandhi.

E quindi torniamo alla signora Raworth e alla sua ciambella, sue parole:
"In che mondo prospererà l'umanità? In un mondo in cui ogni persona possa condurre una vita dignitosa e avere opportunità, facendo il tutto nei limiti che ci consente questo pianeta, che ci dà la vita."
La ciambella è lo spazio in cui possiamo soddisfare i bisogni di tutti rispettando i limiti del pianeta, lo spazio tra la base sociale e il tetto ecologico.
Cosa c'è sotto la base sociale? Ci sono i 12 bisogni essenziali per la vita, che tutti dovrebbero soddisfare: cibo sufficiente, acqua potabile, condizioni igieniche decorose e salute, accesso all'elettricità, attrezzature per cucinare, istruzione, equità di genere, alloggi decenti, reddito minimo e lavoro decoroso, pace e giustizia, accesso a reti di comunicazione, supporto sociale (le 12 priorità sociali elencate nel 2015 dalle Nazioni Unite).

Cosa c'è invece sopra il tetto ambientale?
Ci sono i 9 limiti planetari, superati i quali si pone in rischiò la vita umana sul pianeta così come noi la conosciamo.

 


1- cambiamenti climatici: gas serra (CO2, metano e protossido d'azoto) vengono rilasciati nell'aria e amplificano l'effetto serra naturale della terra, ciò causa un riscaldamento globale che produce eventi meteo estremi più frequenti e innalzamento del mare
 


2- acidificazione degli oceani: un quarto della CO2 emessa dall'uomo in atmosfera viene assorbita dal mare causandone una acidificazione, che produce ridotta disponibilità di ioni calcio necessari per molte specie marine per costruire scheletri e conchiglie; crostacei, coralli, plancton muoiono e non si riproducono, e si va così a spezzare una delle più importanti catene alimentari
 


3- inquinamento chimico: tutti i nostri inquinanti (metalli pesanti, inquinanti di sintesi) rimangono in circolazione molto tempo e vengono assorbiti dagli animali, in particolare mammiferi e uccelli, questo riduce la loro (e nostra?) fertilità e causa mutazioni genetiche
 


4- carico di azoto e fosforo: sono largamente usati come fertilizzanti, gli eccessi vanno in fiumi e poi in mare, causando una proliferazione eccessiva di alghe e di conseguenza una riduzione di ossigeno nelle acque, producendo morte di pesci ed ecosistemi marini
 


5- acqua dolce: usata per agricoltura, industria, nuclei domestici, i suoi prelievi eccessivi prosciugano laghi e fiumi, alterando ecosistemi e ciclo idrologico
 


6- conversione del terreno e deforestazione: convertire il terreno per uso umano trasformando foreste e paludi in città, esaurisce i bacini di assorbimento del calcio, distrugge habitat per gli animali, blocca la funzione del suolo nel riciclo di acqua, azoto e fosforo
 


7- perdita biodiversità: accelerata estinzione di molte specie viventi
 


8- inquinamento atmosferico: fumi, polveri e gas, danneggiano gli esseri viventi, riducono l'umidità dell'aria e bloccano la formazione delle nubi, causando ridotta piovosità
 


9-  esaurimento strato dell'ozono: l'ozono è il nostro principale filtro di radiazioni ultraviolette provenienti dal sole, la sua scarsità causa danni biologici ad animali e vegetali