Ridurre le emissioni

Qualche consiglio pratico

RIDURRE LE EMISSIONI - Qualche consiglio pratico

La costante ricerca del profitto a tutti a costi, della comodità e per certi versi della superficialità ha standardizzato uno stile di vita medio carico di beni e mezzi, tutto questo si traduce in una quantità di emissioni enorme pro-capite, emissioni nocive per l’ambiente.

Nel 2020, ormai saturi dalle comodità e dal nostro ego, la vera domanda che dovremmo farci è questa: è possibile vivere a basse emissioni rispettando la natura? Per noi di Seva la risposta è una sola: Sì.

Vivere a basse emissioni è possibile anche in quest’era di stimoli continui e protratti, certo ci vuole impegno e forza di volontà ma il risultato è più che appagante in termini naturali e anche personali, perchè fare del bene al pianeta significa fare del bene a noi stessi e ci permette di riscoprire o addirittura scoprire nuovi legami con la natura di cui siamo inevitabilmente figli.

Ma nella pratica quotidiana cosa possiamo fare per dare un piccolo grande contributo?

Noi abbiamo pensato a quattro semplici consigli su come iniziare a diminuire le nostre emissioni giornaliere:

 

Come beviamo

Partiamo da qualcosa di fondamentale, qualcosa che tutti noi utilizziamo tutti i giorni: vale a dire l’acqua. Un bene primario di cui non possiamo fare a meno, quello a cui possiamo però rinunciare è il suo imballaggio, banalmente la bottiglia di plastica.

Infatti quando prendiamo una bottiglia di plastica dal distributore delle bevande in ufficio oppure dallo scaffale del supermercato non ci rendiamo conto nell’immediato della storia energetica che c’è dietro quella bottiglia, ma per capire meglio questo ci viene in aiuto lo studio Carbon Footprint of bottled water, il quale specifica che mediamente una bottiglia di acqua da 1,5 litri emette 163 grammi di CO2 derivanti in parte dal trasporto e in parte dal contenitore.

Al posto di questo imballaggio, così ingombrante in termini ambientali, potremmo scegliere di usare l’acqua dell’acquedotto, magari in tavola unendola  all’ utilizzo di caraffe filtranti come Brita, mentre al lavoro si possono portare delle borracce di metallo riempite a casa.

Scegliamo il cambiamento anche scegliendo come bere un sorso d’acqua.

 

Cosa mangiamo

Negli ultimi decenni l’aumento del benessere e della facilità di reperire le merci ha innalzato il consumo di carne, rossa in particolare, nella nostra dieta quotidiana, una pratica dannosa per il corpo e per l’ambiente infatti sono numerosi gli studi che certificano il fatto che chi ha una dieta a prevalenza vegetale risulti stare molto meglio rispetto a chi adopera una dieta a prevalenza di carne.

Nella cucina italiana ci sono tantissime ricette a base vegetale, figlie della cultura dei nostri nonni (tutt’altro che povera), alcune sono davvero semplici e gustose. Una riscoperta di vecchi sapori è utile per noi stessi e per il mondo

 

Cosa compriamo

Ormai il fine stesso per cui vengono prodotte le cose è la loro fine, un’economia che spinge a comprare, consumare (in fretta) e buttare per far ripartire questo ciclo apparentemente infinito ma dall’anima fragile.

Nel nostro piccolo possiamo scegliere ogni qual volta che un oggetto sembri non vada più bene di evitare di buttarlo subito ma dargli un’occhiata più approfondita, si potrebbe scoprire così che con poco tempo e poche risorse lo si possa aggiustare facendo risparmiare al mondo una serie di emissioni generate da un nuovo prodotto e dai rifiuti di quello vecchio, e a noi i soldi di un nuovo acquisto.

 

Come consumiamo

Legandosi al punto precedente possiamo affrontare il tema dei vestiti e della moda, vera essenza nichilistica della civiltà umana, dove per non si sa bene quale motivo un capo d’abbigliamento preso un anno prima non va più bene in quello dopo.

Utilizzare le cose, in questo caso i vestiti, fino in fondo permette di risparmiare moltissimo sia in termini di denaro (il nostro portafoglio ringrazia) che di emissioni, infatti ricordiamo che il settore tessile e del fast fashion comporta processi di lavorazione in cui si impiegano parecchie energie e risorse. Prima di buttare un abito quindi accertiamoci davvero di averlo usato fino in fondo.

 

Questi sono solo alcuni dei tanti punti che si potrebbero affrontare per ridurre le nostre emissioni quotidiane, ma crediamo che partire da pochi ed essenziali concetti sia la strada giusta per affrontare al meglio questo discorso che all’apparenza sembra semplice ma non lo è dato che richiede a molti di “rompere” delle abituali routine alle quali per educazione o mentalità siamo molto legati, ma il cambiamento passa anche da questo consapevoli che una volta fatto un giorno ci guarderemo indietro pensando a quale motivo ci abbia impedito di compiere prima queste scelte.

Facciamo si che la natura diventi un bene comune e non un lusso per pochi.