Un'attuale antica verità: l'essenziale è invisibile agli occhi

di Alberta Bernardi

Quando una parola entra a far parte del linguaggio quotidiano, spesso si snatura, viene privata del suo significato più intimo, la si conosce solo in parte e si discute solo della sua superficie. 

Vi ricordate questo disegno? 

De Saint-Exupéry ce lo presenta nelle prime pagine del suo intramontabile capolavoro “Il Piccolo Principe”, vademecum di grandi e piccini.

Cos’è? “Un cappello!” risponderebbero i più.

“Un pitone che ha ingoiato un elefante!” sosterrebbe il piccolo principe.

Probabilmente, molti di voi risponderebbero “Sostenibilità vuol dire rispetto dell’ambiente”. Sì, è vero, rispettare l’ambiente è un passo fondamentale, una conditio-sine-qua-non per raggiungere un livello accettabile di sostenibilità. 

Tuttavia, l’ambiente è solo la parte più immediatamente riconoscibile della sostenibilità, è il “cappello” nella figura, è il significato comune di un concetto più complesso, è solo un’immagine, una forma, che nasconde almeno altri due significati: le persone e il denaro. 

Dopotutto, l’essenziale è invisibile agli occhi. Sì, il vero significato di sostenibilità, il suo valore profondo, risiede nell’equilibrio costante tra l’ambiente, la società e l’economia.

 


 

A sostenerlo da almeno un paio di decenni è John Elkington, uno dei più grandi esperti mondiali di sostenibilità e sviluppo sostenibile d’impresa, con la sua teoria “Triple Bottom Line” (vedi figura a lato). Secondo questa teoria, è richiesto alle imprese di considerare la creazione di profitti non come l’unico obiettivo meritevole di essere perseguito, ma come l’input che consente di creare valore per l’ambiente e per la società, quindi per la comunità.

Dunque, la responsabilità economica delle imprese consiste anche nell’effettuare degli investimenti per avere un impatto quanto più sostenibile possibile su ambiente e società.

Ad oggi, le normative in materia di sostenibilità ambientale sono sempre più severe nei confronti delle imprese: si pensi agli standard sulle emissioni di CO2 e ai controlli sul trattamento delle acque reflue, per fare due esempi. 

Non da meno è l’attenzione posta su come le imprese supportano la cultura che, inevitabilmente, si crea al loro interno, su come includono i dipendenti nella gestione aziendale, sull’equilibrio tra diritti e doveri, sul rispetto delle comunità locali, e su come si rapportano con tutti gli attori esterni (sindacati, università, associazioni…) che compongono la rete delle loro relazioni. 



 

Un esempio dell’attenzione mostrata dall’Europa è la direttiva 2014/95/UE, recepita alla fine del 2016, che sancisce l’obbligo di trasparenza per le imprese in merito alle loro azioni di sostenibilità, ovvero le imprese devono dare prova delle loro azioni attraverso la compilazione e pubblicazione annuale del “Bilancio di sostenibilità” o “Bilancio sociale”, in aggiunta al consueto Bilancio d’esercizio. 

Il Bilancio Sociale, avendo come destinatari tutti coloro che sono interessati alle attività di una determinata impresa, è consultabile gratuitamente online.

L’Europa è molto attenta alla sostenibilità e, a livello mondiale, è al primo posto in termini di attività e investimenti sostenibili.

 


Qual è il livello d’applicazione della sostenibilità nelle imprese italiane?


 

L’VIII rapporto dell’Osservatorio Socialis evidenzia che nel 2016 le imprese italiane hanno investito quasi un miliardo e mezzo di euro (1,412 mld) in attività di responsabilità sociale, volte cioè a gestire le problematiche sociali ed etiche al loro interno e nei territori coinvolti dalla loro presenza, e in attività mirate alla riduzione dell’impatto ambientale.

In particolare, per quanto riguarda gli investimenti ambientali, l’ultimo rapporto dell’ISTAT 4 evidenzia che nel 2016 le nostre imprese hanno destinato 1,437 milioni di euro a interventi per la protezione dell’ambiente e del territorio. 

Le piccole e medie imprese hanno realizzato il 78,1% degli investimenti

ambientali complessivi, grazie al legame viscerale che queste realtà hanno con il loro territorio.

La sostenibilità è la scommessa da fare per creare un futuro migliore per tutti.

 


 

 

Alberta Bernardi

PhD student in Management and Innovation, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

 


Fonti:

- Global Sustainable Investment Alliance, (Marzo 2018), “2018 Global Sustainable Investment Review”

http://www.gsi-alliance.org/wp-content/uploads/2019/03/GSIR_Review2018.3.28.pdf

- Osservatorio Socialis, (Giugno 2018), “VIII Rapporto sull’impegno sociale delle aziende in Italia”

https://www.osservatoriosocialis.it/2018/06/22/viii-rapporto-impegno-sociale-delle-aziende-italia/

- ISTAT, (Marzo 2019), “Investimenti delle imprese industriali per la protezione dell’ambiente”

https://www.istat.it/it/files/2019/03/Investimenti-industria-per-ambiente-2016.pdf

Un esempio dell’attenzione mostrata dall’Europa è la direttiva

2014/95/UE, recepita alla fine del 2016.